Brevi sul tabacco - marzo 2005
Il fumo al bando nel Palazzo federale
Dal 21 marzo è vietato fumare nella caffetteria della sede del Parlamento e nelle salette antistanti la sala del Consiglio nazionale. E’ quanto ha comunicato la Delegazione amministrativa. Yves Guisan (PLR, VD) e Simonetta Sommaruga (PSS, BE) avevano richiesto la totale messa al bando del fumo nel Palazzo federale in risposta alla richiesta di una migliore protezione dal fumo passivo. Nella Sala plenaria e nella Sala dei passi perduti esiste già il divieto di fumo. (NLZ: 02.03.05; sda/ats, 24heures.ch, Le Matin online: 04.03.05; Aargauer Zeitung, La Liberté.ch, NLZ: 05.03.05; Corriere del Ticino: 07.03.05; 20minuten, Die Südostschweiz, TA, TXT: 08.03.05; 20minuten: 10.03.05).L’Ufficio federale della sanità pubblica sta elaborando una legge sulla prevenzione
L’Ufficio federale della sanità pubblica sta lavorando ad una legge sulla prevenzione che consentirebbe di introdurre divieti e limitazioni per i prodotti nocivi. Nel mirino ci sono il tabacco, l’alcol e i prodotti alimentari ricchi di calorie vuote, grassi, sale e zucchero. L’obiettivo a lungo termine è quello di investire in prevenzione il 10-20% della spesa sanitaria (rispetto al 5% attuale). Le risorse disponibili vanno investite con maggior oculatezza. La legge dovrebbe essere presentata all’inizio del mese di aprile (SonntagsZeitung: 13.03.05).Nuova campagna UE contro il fumo
L’UE ha avviato una nuova campagna multimediale. «Help – Per una vita senza fumo» si rivolge innanzi tutto ai giovani; l’età media in cui i giovani si avvicinano al fumo sembra essere scesa a 13 anni. La campagna, con una dotazione di 72 milioni di euro, interesserà tutti i paesi UE, come corollario delle campagne nazionali(sda/ats: 01.03.05; baz.ch, Klein Report: 02.03.05).Il divieto di fumare in Irlanda un anno dopo: il bilancio è positivo
La messa al bando del fumo in Irlanda ha portato ad una contrazione del fatturato dell’industria del tabacco. Il leader di mercato Gallaher Group ha registrato una diminuzione dell’11,3% (20minuten: 03.03.).Secondo un’inchiesta, l’ampia maggioranza degli Irlandesi ritiene che la legge antifumo sia un successo e che abbia portato ad un ambiente più salubre sul posto di lavoro e nei ristoranti. Gli esercenti intervistati hanno dichiarato di aver perso pochissimi clienti abituali, anzi di avere acquisito nuovi clienti. I fatturati dei pub sono diminuiti del 6,3%, ma questa contrazione viene attribuita all’aumento del prezzo delle bevande alcoliche anziché al divieto di fumare (sda/ats, 24heures.ch: 28.03.05; sda/ats: 29.03.05; 20minuten: 30.03.05).
Il divieto di fumare comporta un aumento dell'aspettativa di vita
Secondo uno studio americano-canadese a cui hanno partecipato quasi 6000 persone, l’aspettativa di vita di chi smette di fumare aumenta del 46%, a prescindere dal numero di sigarette fumate e dal numero di anni di dipendenza dal fumo (sda/ats, 20min.chAWP-News, SF DRS: 21.03.05; Anzeiger von Uster, BaZ, BZ online, Cash online, Der Bund, Der Zürcher Oberländer, Die Südostschweiz, edicom.ch, La Liberté.ch, L’Express.ch, Sihltaler, St. Galler Tagblatt, Swissinfo, szonline.ch, TA; Zürichsee-Zeitung: 22.03.05; Binniger Anzeiger: 24.03.05; TA: 30.03.05).Gli avvertimenti hanno un effetto deterrente sui giovani
Le avvertenze che figurano sui pacchetti di sigarette, nelle attuali dimensioni, non influenzano minimamente l’86% dei giovani. L’85% dei giovani non fumatori e la metà dei giovani fumatori ritengono invece che le avvertenze di maggiori dimensioni, come quelle che saranno introdotte nel 2006, abbiano un qualche effetto. Davanti alle scioccanti immagini a colori il 27% dei fumatori ha dichiarato di voler modificare il proprio comportamento. E’ il risultato di un’inchiesta condotta dalla Hochschule für Wirtschaft und Verwaltung Zürich su un campione di 1260 giovani (sda/ats, 24heures.ch, Le Matin online, swissinfo, tagesanzeiger.ch: 02.03.05; azonline.ch, BaZ, BZ, Corriere del Ticino, edicom.ch, Klein Report, La Liberté.ch, Le Nouvelliste online, news.ch, SF DRS, szonline.ch, Tagblatt der Stadt Zürich, Tribune de Genève, tsr.ch, TXT: 03.03.05; Tagblatt der Stadt Zürich: 07.03.05).Prima sentenza europea contro l’industria del tabacco in Italia
In Italia, i familiari di un fumatore si sono visti riconoscere, per la prima volta in Europa, un risarcimento danni perché l’industria delle sigarette si è resa responsabile di aver occultato le proprie informazioni sui rischi per la salute. L’industria del tabacco dovrà pagare solo 310.000 franchi, ma teme un’ondata di processi da parte dei soggetti che si trovano in situazioni analoghe. Le organizzazioni di consumatori stanno preparando centinaia di ricorsi, tra cui uno, miliardario, per danni alla collettività. Non è ancora chiaro chi debba pagare il risarcimento danni: fino al 1998 l’industria del tabacco era soggetta al Monopolio dello Stato, e quindi al Ministero delle Finanze, che adesso dovrebbe eventualmente provvedere al pagamento. Per questo motivo, la stampa di lingua francese ha riportato nei propri titoli che lo Stato deve pagare 200 euro alla famiglia di un fumatore (24heures.ch, Le Matin online, L’Express online: 09.03.05; 20minuten, AWP-News, Corriere del Ticino, edicom.ch, LaLiberté.ch, NZZ, tsr.ch, TXT: 10.03.05; Aargauer Zeitung, BaZ, Der Bund, Die Südostschweiz, Solothurnern Tagblatt, St. Galler Tagblatt: 11.03.05).< indietro

