Proposta di proibire il fumo nei bar e ristoranti ticinesi
Il Gruppo di lavoro sul problema del fumo passivo ha proposto al
Governo di vietare il fumo negli esercizi pubblici che non dispongono
di un apposito locale per i fumatori, dato che non tutti rispettano la
legge che prescrive che nei locali dove viene servito del cibo almeno
un terzo dello spazio disponibile deve essere riservato ai non fumatori
(Corriere del Ticino: 05.01.04). Anche il presidente di Gastroticino
Claudio Belloli appoggia la proposta: i non fumatori hanno chiesto una
netta separazione e solo pochi fumatori si sono opposti. L’unico
problema sono i ristoranti e bar di piccole dimensioni, che per motivi
di spazio non possono operare tale separazione e per questo dovrebbero
diventare esercizi non fumatori (Il Mattino della domenica: 11.01.04).
Il calo delle vendite di sigarette verificatosi subito dopo l’aumento di trenta centesimi per pacchetto è già stato compensato. La Kiosk SA afferma che questa è la dimostrazione dell’inutilità degli aumenti di prezzo che, anzi, incrementano il contrabbando e gli acquisti nei paesi limitrofi. Spesso, gli aumenti di prezzo sono invece colti come occasione per smettere di fumare. Rispetto ad altri anni, stavolta la riduzione delle vendite è stata più marcata, perché l’aumento di prezzo è stato più consistente. L’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo chiede quindi di portare il prezzo del pacchetto a sette franchi. Negli ultimi vent’anni, il prezzo delle sigarette è stato soltanto adeguato all’inflazione e al potere d’acquisto. A lungo termine, sarebbe ragionevole innalzare il prezzo a dieci franchi (ats: 08.01.04; Corriere del Ticino, La Regione Ticino, TXT: 09.01.04).
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