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Brevi sul tabacco – giugno 2003 
La campagna informativa dell’UFSP fa discutere
Il raffronto con i dati internazionali dei risultati scaturiti dal primo sondaggio sul fumo effettuato dall’Ufficio della sanità pubblica (UFSP) conferma che gli uomini svizzeri fumano molto, le donne un po’ meno. L’UFSP non prevede un aumento dei fumatori, ma intende comunque intervenire per ridurne il numero. Diverse sono le campagne contro il tagabismo attualmente in atto. L’UFSP ha lanciato la terza campagna di sensibilizzazione «Fumare fa male» nell’ambito del programma nazionale di prevenzione del tabagismo 2001-2005 approvato dal Consiglio federale. Gli spot televisivi, molto diretti, hanno fatto parecchio discutere. La campagna è però informativa e non preventiva, spiega il prof. Zeltner, direttore dell’UFSP. Il tabacco non è un prodotto i cui effetti possono essere minimizzati (SonntagsZeitung, 22.06.03, der Bund, 25.06.03).

Il risultati del primo sondaggio sul tabagismo
In Svizzera, il 32 per cento della popolazione tra i 14 e i 65 anni fuma regolarmente. Il 52 per cento di chi ha il vizio vorrebbe smettere. Gli ex fumatori sono il 19 per cento. Tra i 14-20enni, i fumatori sono il 30 per cento (il 17 per cento fuma ogni giorno). La maggioranza dei 16-17enni è convinta che la metà dei loro amici fumi. Questa errata convinzione esercita una notevole pressione sui giovani e può essere uno dei motivi che li inducono a fumare. Sono questi i risultati di un’indagine nazionale sul tabagismo condotta su incarico dell’UFSP. Sono state intervistate per telefono 20'000 persone di età tra i 14 e i 65 anni domiciliate in tutta la Svizzera (903 in quella italiana) (ATS, 24.06.03, 24 heures, Aargauer Zeitung, Bieler Tagblatt, Corriere del Ticino, Der Bund, Le Matin, Le Temps, NLZ, NZZ, Solothurner Zeitung, Tages Anzeiger, Tribune de Genève, Walliser Bote, 25.06.03).

Sottoscritta la Convenzione per il controllo del tabacco
Ventotto paesi e la Commissione europea hanno firmato a Ginevra la Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’Organizzazione mondiale della sanità. Gli altri paesi membri dell’OMS (192 in tutto) possono firmare il trattato entro la fine di giugno 2004 a Nuova York. Il desiderio dei ventotto di sottoscrivere la Convenzione il primo giorno della sua promulgazione dimostra la volontà politica di porre fine ai decessi causati dal fumo. I paesi firmatari sono: Bangladesh, Brasile, Burundi, Cechia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Botswana, Ungheria, Islanda, Iran, Italia, Kuwait, Lussemburgo, Malta, Isole Marshall, Mongolia, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Isole Palau, Paraguay, Sudafrica, Spagna, Svezia, Gran Bretagna, Gambia e la Commissione UE. Il trattato, adottato il 21 maggio dall’OMS come prima Convenzione internazionale, prevede anche la limitazione della pubblicità al tabacco. Per entrare in vigore deve essere ratificata da quaranta stati. Per la ratifica, la Svizzera deve modificare diversi punti del suo apparato legislativo in materia di pubblicità, vendita ai minorenni e protezione dei non fumatori nei luoghi pubblici (ATS, 16.06.03, Der Bund, l’agefi, NZZ, Tages Anzeiger, Tribune de Genève, 17.06.03).

Che cosa c’è davvero nelle sigarette
In Svizzera, in un anno viene consumata l’incredibile cifra di 15 miliardi di sigarette. Partendo dal presupposto che un abitante su tre fumi, ciò corrisponde a una media di 6250 sigarette a testa, quasi un intero pacchetto al giorno. A scopo informativo, indichiamo soltanto alcune delle sostanze assunte regolarmente dai fumatori: acetone (utilizzato anche nei solventi dello smalto per le unghie), fosforo (presente nel veleno per topi), metanolo (combustibile e carburante), formaldeide (sostanza utilizzata per la conservazione di cadaveri), cadmio (presente nelle batterie delle automobili), ammoniaca (detergenti e detersivi), arsenico (anche nel veleno per le formiche), gas butano e più di 3000 altre sostanze (Sprechstunde, 06.06.03).

Sfuma il dibattito sulla cannabis
Per il Consiglio nazionale non è ancora tempo di parlare di cannabis e la sempre più controversa depenalizzazione dello spinello non verrà perciò discussa dalla Camera neppure durante la sessione estiva. La revisione della legge sugli stupefacenti è stata stralciata dal programma e rinviata alla sessione autunnale che si terrà alla vigilia delle elezioni federali (Corriere del Ticino, 17.6.03).

La nuova campagna dell’UFSP ricorda quanti veleni sono contenuti nelle sigarette
Con la sua nuova campagna contro il fumo, l’Ufficio federale della sanità pubblica rende attenti alle numerose sostanze velenose contenute nelle sigarette, che non si limitano al catrame e alla nicotina, come molti fumatori erroneamente credono. Con più di quattromila sostanze identificate – di cui quaranta cancerogene – il fumo delle sigarette è un potente cocktail di veleni. La campagna dovrebbe far riflettere fumatori e non fumatori sui rischi a cui si espongono (NZZ, 31.05.03, St. Galler Tagblatt, Brückenbauer, 03.06.03, Werbewoche, 05.06.03). Il giornale domenicale SonntagsBlick ha intervistato alcuni politici che non approvano la campagna perché temono che presenti i fumatori come drogati e quindi criminali. Il fatto è che la nicotina rende dipendenti proprio come l’eroina. La Philip Morris ha cominciato a sua volta a pubblicare inserzioni che rendono attenti ai pericoli insiti nel consumo di tabacco. Un’ipocrisia, ribatte Jacqueline Bachmann, che si batte per la protezione dei consumatori: quello che l’industria del tabacco vuole è vendere i suoi prodotti e quindi non deve atteggiarsi a paladina della salute pubblica. Il prof. Zeltner spiega in un’intervista che i dipendenti da nicotina faticano come gli eroinomani a smettere. Nella nuova campagna si pone l’accento sulle sostanze e non sui consumatori. Il tabacco è un prodotto molto pericoloso. Per il momento, il tabacco è ancora regolamentato dalla legge sulle derrate alimentari, ma a breve termine dovrebbe essere inserito in una categoria speciale (SonntagsBlick, 08.06.03).

Aumento del prezzo del tabacco
L’Ufficio federale della sanità pubblica vuole aumentare il più presto possibile il prezzo delle sigarette in Svizzera. Già in autunno si prevede un aumento di trenta centesimi il pacchetto, ha dichiarato il direttore dell’UFSP Thomas Zeltner. L’incremento successivo dovrebbe già scattare nel 2004. L’obiettivo è quello di raggiungere un prezzo per pacchetto tra i cinque franchi e cinquanta e i 6 franchi e cinquanta. Un prezzo superiore ai sette franchi sarebbe eccessivo e comporterebbe il pericolo che il mercato nero si allarghi a dismisura. Zeltner vuole limitare dal 2005 l’accesso dei giovani ai distributori automatici di sigarette. È comunque importante che questa misura sia accompagnata da un divieto di vendita ai minori (NZZ, Tages Anzeiger, St. Galler Tagblatt, 10.06.03).

Maggiori tasse, minor consumo
L’aumento della tassa sul tabacco di inizio anno (più venti centesimi per pacchetto) ha fatto crollare le vendite in Germania: alla fine di aprile, erano stati venduti 1,6 miliardi di pezzi in meno, il che equivale a un calo del 3,4 per cento. Anche i margini ne hanno risentito. Ciò è dovuto in parte al fatto che i fumatori avevano accumulato scorte in vista dell’aumento e in parte perché hanno fumato meno. L’aumento di un ulteriore euro per pacchetto, che arriverebbe così a costare 4,1 euro, previsto dal governo tedesco dovrebbe ridurre le vendite di un altro venti per cento (Basler Zeitung, Tages Anzeiger, 06.06.03).

Il fumo fa perdere la memoria
Il fumo non causa solo cancro ai polmoni, malattie cardiache e dentature ingiallite, a quanto pare rende anche stupidi. Questa la conclusione di uno studio che ha preso in esame la memoria di duemila britannici di mezza età e poi pubblicato nell’«American Journal of Public Health». I fumatori più incalliti perdevano la memoria molto più velocemente. Il fatto viene spiegato con l’effetto restringente del fumo sui vasi sanguigni, che così rischiano di portare meno sangue ricco di ossigeno al cervello (St. Galler Tagblatt, 07.06.03).

USA: azione legale per contraffazione delle Marlboro

Philip Morris, la produttrice di sigarette americana controllata da Altria, ha annunciato l’intenzione di aprire una causa legale nei confronti di 1500 rivenditori e cinque società di importazione accusati di contribuire ad alimentare la vendita di sigarette Marlboro contraffatte. La causa verrà presentata presso la Corte distrettuale di Central California e, per la prima volta vede citati da Philip Morris anche società di importazione oltre ai semplici rivenditori. Il marchio Marlboro – il più noto e venduto di Philip Morris – è al centro, da diversi mesi, di una battaglia legale intrapresa dalla produttrice statunitense a difesa dei propri marchi e contro la loro contraffazione (Corriere del Ticino, 10.6.03).




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