Brevi sul tabacco – settembre 2003
Primi test di un vaccino anti-fumo
Buone notizie per i fumatori che vorrebbero dire addio alla sigaretta , ma non hanno forza di volontà sufficiente per farlo: presto potrebbero avere a disposizione un vaccino. La vaccinazione avrebbe un effetto immunizzante contro il rischio di una futura assuefazione alla nicotina o alla droga. Il vaccino, messo a punto da una società britannica,opera impedendo a sostanze come nicotina e cocaina di raggiungere il cervello e stimolare così i centri che creano la sensazione di astinenza. (Corriere del Ticino, 10.9.03)
La Confederazione deve risparmiare a spese della prevenzione
Nell’ambito delle misure di sgravio del bilancio della Confederazione, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati intendono ridurre di quindici milioni i fondi messi a disposizione dell’UFSP per gli anni dal 2004 al 2006. A queste condizioni, il programma nazionale di prevenzione del tabagismo non potrà più essere portato avanti nella misura in cui lo è stato finora. Sono messe in pericolo anche le competenze acquisite in questi ultimi anni. Rispetto agli altri paesi europei, la Svizzera segue una prassi più “tabaccofila”. Difficile dire quanto abbiano influito le pressioni degli ambienti legati al tabacco sulle decisioni delle Commissioni. Non è neppure dato sapere quando verrà attivato il fondo di prevenzione approvato dal Parlamento. (Die Wochenzeitung, 11.9.03)
Consiglio federale più attento alla salute?
Il ritiro dal Consiglio federale di Kaspar Villiger, rappresentante dell’industria del tabacco in seno al governo, potrebbe ridare slancio alla prevenzione del tabagismo in Svizzera. Villiger ha sempre tenuto il freno a mano tirato ogni qual volta si è trattato di aumentare l’imposta sul tabacco e, in qualità di ministro delle finanze, ha successivamente tagliato i fondi per la prevenzione del tabagismo. L’Ufficio svizzero per la politica sanitaria auspica un nuovo orientamento della politica del Consiglio federale e del Parlamento in materia di tabacco. (ATS, 16.9.03)
Ordinanza sul tabacco: nuove avvertenze sul pacchetto
Il progetto di revisione totale dell’Ordinanza sul tabacco prevede che in futuro le avvertenze di pericolo ricopriranno quasi la metà della superficie del pacchetto di sigarette. Le avvertenze dovranno figurare – nero su bianco e in grande - sui due lati del pacchetto. La nuova Ordinanza prevede che i testi delle avvertenze rechino scritte come per esempio “Il fumo uccide“, “Il fumo provoca cancro mortale ai polmoni”, “Fumare in gravidanza fa male al bambino” ecc. Queste scritte nelle tre lingue ufficiali devono occupare almeno il 35% della superficie del recto e il 50% del verso. Il DFI può prescrivere che vengano impiegate foto a colori o altre illustrazioni per presentare e spiegare gli effetti del fumo sulla salute. (ATS, 28.09.03, 24 heures, Klein Report, l’agefi, Neue Luzerner Zeitung, NZZ, Tribune de Genève, 29.9.03)
Il governo ticinese contro la pubblicità del tabacco
Nella sua presa di posizione del 1 ottobre 2003 nell’ambito della procedura di consultazione sulla revisione totale dell’Ordinanza sul tabacco, il Consiglio di Stato del Canton Ticino osserva che il cancro ai polmoni è la principale causa di mortalità per tumore e che nelle donne svizzere la mortalità per tumore ai polmoni sta per superare quella per tumore al seno. Si tratta di dati che nascondono le numerose patologie acute e croniche che connotano la vita di un fumatore. Le numerose azioni di informazione, sensibilizzazione e prevenzione messe in atto in questi anni hanno prodotto qualche risultato soprattutto negli adulti, ma sono ben lungi dall'aver avuto un effetto significativo e duraturo sui più giovani. Con la revisione dell’OTab, continua la presa di posizione, si vuole dare una regolamentazione più rigida alla pubblicità del tabacco. Nella convinzione che nessuna regolamentazione è in grado di limitare la pervasività della pubblicità delle sigarette, il Consiglio di Stato propone di limitarla o, più semplicemente, di vietarla.
L’esecutivo ticinese suggerisce altresì che vengano stampati su tutti i pacchetti di sigarette i siti Internet e i numeri delle helpline destinate a chi intende smettere di fumare, e che sia indicato il www.stop-tabac.ch che dispone di una versione in italiano, in tedesco e in francese.
I ristoranti per non fumatori fanno buoni affari
I ristoranti senza fumo sono altrettanto redditizi degli esercizi dove il fumo è permesso. Ciò nonostante, gli operatori del settore arricciano ancora il naso di fronte alle proposte di limitare o bandire il fumo. I baroni del tabacco si fregano soddisfatti le mani: solo il Canton Ticino prescrive l’obbligo di riservare negli esercizi pubblici una zona per non fumatori, nel resto della Svizzera questa decisione è demandata agli esercenti. Finora nessuno studio scientifico indipendente dall’industria del tabacco è riuscito a dimostrare che il divieto del fumo incide negativamente sulla cifra d’affari e i guadagni. Il fatturato degli esercizi pubblici californiani è aumentato dal 1995, data in cui è stato introdotto il divieto di fumo. (Ktipp, 16.9.03)
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Buone notizie per i fumatori che vorrebbero dire addio alla sigaretta , ma non hanno forza di volontà sufficiente per farlo: presto potrebbero avere a disposizione un vaccino. La vaccinazione avrebbe un effetto immunizzante contro il rischio di una futura assuefazione alla nicotina o alla droga. Il vaccino, messo a punto da una società britannica,opera impedendo a sostanze come nicotina e cocaina di raggiungere il cervello e stimolare così i centri che creano la sensazione di astinenza. (Corriere del Ticino, 10.9.03)
La Confederazione deve risparmiare a spese della prevenzione
Nell’ambito delle misure di sgravio del bilancio della Confederazione, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati intendono ridurre di quindici milioni i fondi messi a disposizione dell’UFSP per gli anni dal 2004 al 2006. A queste condizioni, il programma nazionale di prevenzione del tabagismo non potrà più essere portato avanti nella misura in cui lo è stato finora. Sono messe in pericolo anche le competenze acquisite in questi ultimi anni. Rispetto agli altri paesi europei, la Svizzera segue una prassi più “tabaccofila”. Difficile dire quanto abbiano influito le pressioni degli ambienti legati al tabacco sulle decisioni delle Commissioni. Non è neppure dato sapere quando verrà attivato il fondo di prevenzione approvato dal Parlamento. (Die Wochenzeitung, 11.9.03)
Consiglio federale più attento alla salute?
Il ritiro dal Consiglio federale di Kaspar Villiger, rappresentante dell’industria del tabacco in seno al governo, potrebbe ridare slancio alla prevenzione del tabagismo in Svizzera. Villiger ha sempre tenuto il freno a mano tirato ogni qual volta si è trattato di aumentare l’imposta sul tabacco e, in qualità di ministro delle finanze, ha successivamente tagliato i fondi per la prevenzione del tabagismo. L’Ufficio svizzero per la politica sanitaria auspica un nuovo orientamento della politica del Consiglio federale e del Parlamento in materia di tabacco. (ATS, 16.9.03)
Ordinanza sul tabacco: nuove avvertenze sul pacchetto
Il progetto di revisione totale dell’Ordinanza sul tabacco prevede che in futuro le avvertenze di pericolo ricopriranno quasi la metà della superficie del pacchetto di sigarette. Le avvertenze dovranno figurare – nero su bianco e in grande - sui due lati del pacchetto. La nuova Ordinanza prevede che i testi delle avvertenze rechino scritte come per esempio “Il fumo uccide“, “Il fumo provoca cancro mortale ai polmoni”, “Fumare in gravidanza fa male al bambino” ecc. Queste scritte nelle tre lingue ufficiali devono occupare almeno il 35% della superficie del recto e il 50% del verso. Il DFI può prescrivere che vengano impiegate foto a colori o altre illustrazioni per presentare e spiegare gli effetti del fumo sulla salute. (ATS, 28.09.03, 24 heures, Klein Report, l’agefi, Neue Luzerner Zeitung, NZZ, Tribune de Genève, 29.9.03)
Il governo ticinese contro la pubblicità del tabacco
Nella sua presa di posizione del 1 ottobre 2003 nell’ambito della procedura di consultazione sulla revisione totale dell’Ordinanza sul tabacco, il Consiglio di Stato del Canton Ticino osserva che il cancro ai polmoni è la principale causa di mortalità per tumore e che nelle donne svizzere la mortalità per tumore ai polmoni sta per superare quella per tumore al seno. Si tratta di dati che nascondono le numerose patologie acute e croniche che connotano la vita di un fumatore. Le numerose azioni di informazione, sensibilizzazione e prevenzione messe in atto in questi anni hanno prodotto qualche risultato soprattutto negli adulti, ma sono ben lungi dall'aver avuto un effetto significativo e duraturo sui più giovani. Con la revisione dell’OTab, continua la presa di posizione, si vuole dare una regolamentazione più rigida alla pubblicità del tabacco. Nella convinzione che nessuna regolamentazione è in grado di limitare la pervasività della pubblicità delle sigarette, il Consiglio di Stato propone di limitarla o, più semplicemente, di vietarla.
L’esecutivo ticinese suggerisce altresì che vengano stampati su tutti i pacchetti di sigarette i siti Internet e i numeri delle helpline destinate a chi intende smettere di fumare, e che sia indicato il www.stop-tabac.ch che dispone di una versione in italiano, in tedesco e in francese.
I ristoranti per non fumatori fanno buoni affari
I ristoranti senza fumo sono altrettanto redditizi degli esercizi dove il fumo è permesso. Ciò nonostante, gli operatori del settore arricciano ancora il naso di fronte alle proposte di limitare o bandire il fumo. I baroni del tabacco si fregano soddisfatti le mani: solo il Canton Ticino prescrive l’obbligo di riservare negli esercizi pubblici una zona per non fumatori, nel resto della Svizzera questa decisione è demandata agli esercenti. Finora nessuno studio scientifico indipendente dall’industria del tabacco è riuscito a dimostrare che il divieto del fumo incide negativamente sulla cifra d’affari e i guadagni. Il fatturato degli esercizi pubblici californiani è aumentato dal 1995, data in cui è stato introdotto il divieto di fumo. (Ktipp, 16.9.03)
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