La Svizzera, paradiso per l’industria del tabacco
Che
si tratti di divieti di pubblicità, fumo passivo o prevenzione, in
nessun altro paese la lobby del tabacco ha così tanto potere come in
Svizzera. Le più grandi centrali fuori dai confini statunitensi della
BAT, della Philip Morris (Marlboro) e della JT International (Camel) si
trovano in Svizzera. Questo terzetto registra a livello mondiale un
fatturato di 150 miliardi di franchi l’anno (in Svizzera: 3,3
miliardi), un importo pari a tre volte il bilancio della
Confederazione. Non sono tuttavia i fumatori a rendere così attrattivo
il nostro paese, bensì una legislazione molto liberale in materia di
tabacco e la comprensione per le difficoltà che l’industria sta
attraversando altrove. Le ditte produttrici di tabacco hanno saputo
muoversi con pratiche discutibili in una zona grigia come nessun altro
ramo dell’industria dei generi voluttuari. Da quando negli anni Novanta
singoli Stati americani hanno imposto per legge la trasparenza alle più
grandi imprese, il settore gode di una pessima reputazione.
Sospetto di contrabbando e riciclaggio di denaro: una denuncia dell’UE depositata a Nuova York accusa i gruppi produttori di commercio illegale di sigarette. A quanto pare, la RJ Reynolds ha venduto tabacchi alle organizzazioni criminali, causando un danno fiscale annuo di sette miliardi di franchi.
Falsificazione di risultati di ricerca: il professore svedese Ragnar Rylander ha modificato su incarico di un anonimo finanziatore dell’industria del tabacco i dati di una ricerca sulle malattie infantili alle vie respiratorie per evitare che venisse stabilito un legame con il fumo passivo.
Ignoranza: l’industria del tabacco ha negato per anni la nocività del fumo tacendo dati scientifici e vendendo come «più sane» le sigarette «leggere».
Mondiali di calcio under 20, no al tabaccoGli Emirati Arabi Uniti, che dal 27 novembre al 19 dicembre ospiteranno la fase finale dei Mondiali unter 20, hanno deciso di bandire il tabacco dalla manifestazione, così come le pubblicità a esso legate. I giocatori delle 24 squadre e gli spettatori non potranno fumare negli stadi che accoglieranno le partite (La Regione Ticino: 13.11.03).
60'000 bambini rinunciano alla sigaretta
3447 classi di tutta la Svizzera partecipano all’attuale edizione del concorso “Progetto nonfumatori“. Più di 60'000 scolari, il venticinque per cento in più rispetto all’anno scorso, si sono impegnati a non fumare per sei mesi. L’esperienza ha dimostrato che sono pochissime le classi che si ritirano. I ragazzi partecipanti devono sottoporsi a un test della saliva (20 Minuten, 14.11.03).
«Tosse del fumatore» molto diffusa
Oltre 350'000 svizzeri soffrono di «Tosse del fumatore», una malattia polmonare cronica che provoca il restringimento delle vie respiratorie, causata principalmente dal tabagismo. La patologia può essere solo trattata ma è incurabile. Oltre la metà dei malati ha meno di 65 anni. Molti non sanno niente di questo disturbo e lo sottovalutano. L’OMS considera che nel 2020 rappresenterà la terza causa di mortalità dopo le malattie cardiovascolari e gli attacchi cerebrali. I sintomi sono in particolare una tosse persistente, affanno dopo uno sforzo e successivamente anche a riposo. L’affezione può essere facilmente diagnosticata grazie a un test della funzione polmonare, tuttavia numerosi casi non sono rivelati (Corriere del Ticino: 18.11.03).
Assolti definitivamente in Francia i produttori di sigarette
Chi eccede nel fumo fino ad ammalarsi di cancro e morire non può darne la colpa ai produttori di sigarette: in Francia la presa di posizione della Cassazione è quindi definitiva. Altadis, l’ex monopolio tabacchi, per il tribunale non può essere chiamato in causa per non aver dato sufficienti informazioni. A fare causa per danni ai Monopoli francesi, erano stati famigliari di Richard Gourlain, morto a 50 anni per tumori ai polmoni e all’apparato respiratorio dopo due pacchetti di Gauloises senza filtro fumati quotidianamente dall’età di 13 anni. Per la Corte di Cassazione, un fumatore incallito come lui ha l’intera responsabilità della malattia alla quale va incontro (La Regione Ticino: 21.11.03).
Occultamento di documenti: da tre settimane, la BAT deve pagare negli USA ogni giorno una penale di 25'000 dollari. Motivo: l’impresa si rifiuta di presentare documenti che potrebbero provare che abbia deliberatamente occultato i rischi del fumo e distrutto prove incriminanti (Facts, 6.11.03).
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