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USA: 50'000 decessi all’anno a causa del fumo passivo

Secondo stime dell’autorità di sanità pubblica USA, lo United States Public Health Service, negli Stati Uniti ogni anno muoiono 50'000 persone per le conseguenze del tabagismo passivo. La metà di tutti i non fumatori, secondo quanto è emerso dall’indagine, sono esposti regolarmente al fumo passivo. Questo fumo conterrebbe oltre 50 sostanze cancerogene. Nemmeno gli impianti di ventilazione più moderni sarebbero in grado di bandire completamente il pericolo derivante dal fumo passivo. Pertanto, un divieto di fumo nei locali interni sarebbe l’unica misura efficace per proteggere i non fumatori. (20 Minuten, edizione online, 24 Heures, edizione online, Bluewin, edizione online, edicom.ch, edizione online, Google-News Schweiz, edizione online, Tribune de Genève, edizione online: 28.06.06).

USA: California dichiara „sostanza tossica“ il fumo delle sigarette

Il fumo delle sigarette che mette in pericolo i fumatori passivi in California è entrato a far parte della lista delle „sostanze tossiche“. Ciò è quanto ha deciso un’autorità di regolazione statale (Air Resources Board). La California è il primo stato che ha deciso di adottare questa classificazione per il fumo delle sigarette. Con ciò ha pianificato la via per una regolazione riguardante il tabacco più severa. L’autorità ha motivato la sua decisione con delle ricerche sull pericolo per la salute derivante dal fumo passivo. Secondo quanto dichiara la commissione comptetente, i fumatori in California ogni anno emettono 40 tonnellate di nicotina, 365 tonnellate di sostanze inquinanti e 1900 tonnellate di monossido di carbonio. (sda/ats, Basler Zeitung, edizione online, Google.ch, edizione online, TagesAnzeiger, edizione online: 27.01.06; Aargauer Zeitung, swisscontentcorp., edizione online: 28.01.06).

Mercato USA invaso da sigarette aromatizzate

I produttori di sigarette americani hanno lanciato sul mercato degli USA nuove sigarette aromatizzate, ad esempio ai gusti „menta“, „limone“ oppure „cioccolato“. I ricercatori della Harvard School of Public Health a Boston sono riusciti a dimostrare che i produttori hanno impostato le misure di marketing per le nuove sigarette intenzionalmente sui giovani, scegliendo dei pacchetti con colori alla moda e sfruttando la predilezione dei giovani per i dolciumi. I produttori di sigarette con ciò violano la garanzia che essi stessi avevano dato nel 1998. Allora i cinque maggiori produttori di sigarette hanno sottoscritto un accordo con il quale, fra l’altro, si impegnano a non pubblicizzare più i prodotti di tabacco presso i giovani. (Aargauer Zeitung, Solothurner Zeitung: 03.01.06).

Gli americani fumano sempre meno

Secondo un rapporto statale, il numero dei fumatori negli Stati Uniti diminuisce continuamente. Una ricerca ha rilevato che nel giro di due anni (2001-2003) la percentuale dei fumatori nella popolazione è calato dell’1,2 %. La tendenza a fumare meno è stata osservata anche nelle persone dell’età fra i diciotto e i ventiquattro anni (sda/ats, 24 Heures, tiscali.ch: 27.05.05; Le Temps: 28.05.05).

Fumo vietato in luoghi chiusi

Da ieri, nel Massachussetts è vietato accendere sigari, sigarette e pipe in luoghi di lavoro, ristoranti e bar. Le multe vanno dai cento ai trecento dollari (Corriere del Ticino 7.7.04).

Accordo miliardario tra Philip Morris e UE

La Philip Morris si impegna a versare 1,25 miliardi di dollari entro il 2012 sotto forma di contributi a Bruxelles e agli Stati membri per finanziare il rafforzamento della lotta al contrabbando e alla contraffazione. L’inedito accordo mette fine a tutte le azioni legali che oppongono l’UE e i Paesi firmatari alla Philip Morris in materia di contrabbando di sigarette. La Philip Morris si è impegnata a versare pagamenti addizionali in caso di sequestro nell’UE di sigarette originali prodotte dalla casa americana superiori alle 50’000 unità. Dall’intesa emerge da un lato la chiara volontà del colosso americano di mettere fine a ogni procedura ufficiale e dall’altro quella di Bruxelles di ottenere un congruo indennizzo finanziario anche senza ammissioni di responsabilità da parte del produttore (La Regione 10.7.04).

La lista dei danni del fumo si allunga

La cataratta, la polmonite, la leucemia e il cancro ai reni, al pancreas, allo stomaco e all’endometrio sono venuti ad aggiungersi all’elenco dei danni provocati dal fumo. Le sostanze velenose si diffondono in tutto il corpo tramite i polmoni e il sangue, ha spiegato il massimo consulente sanitario degli USA Richard Carmona. Il fumo danneggia quasi tutti gli organi. La speranza di vita dei fumatori è in media inferiore di 13.2 anni, quella delle fumatrici addirittura di 14.5 (pressetext.schweiz ag, ats: 28.5.04; Volksblatt: 29.5.04).

Ditta ticinese di e-commerce citata in giudizio a Nuova York

La ditta con sede a Chiasso e specializzata nella vendita di prodotti su internet è stata portata in tribunale dal colosso mondiale del tabacco Philip Morris, che accusa la e-commerce di vendere a clienti che risiedono negli Stati Unti sigarette prodotte esclusivamente per il mercato europeo. La ditta, operante per il tramite del dominio yesmoke.ch, ha in programma il lancio di una nuova sigaretta “naturale”, ossia fabbricata con tabacco privo di additivi. Assieme alla nuova sigaretta, verrà inaugurata anche una sezione dedicata alla prevenzione, dove verranno illustrati i danni provocati dal fumo (Corriere del Ticino: 25.5.04)

Meno fumatori a Nuova York

Uno studio ha mostrato che tra il 2002 e il 2003, il numero di fumatori nella Grande Mela è diminuito dell’11% (pari a 100'000 unità). La Città è del parere che questo successo vada ascritto alla rigida politica antifumo imperniata sul massiccio aumento delle tasse sul tabacco e sulla proibizione di fumare negli esercizi pubblici (ats: 12.5.04; TXT: 13.5.04).

Il fumo aumenta il rischio di tumore al seno

Uno studio del «California Department of Health Services» è giunto alla conclusione che il rischio di tumore al seno è del 30 per cento superiore nelle fumatrici. Anche questo dato conferma quanto sia nocivo iniziare a fumare da giovani (ats: 07.01.04; Corriere del Ticino: 08.01.04).

Cavilli legali...

A Nuova York, si può ancora fumare soltanto in tre piccoli ristoranti, che sono riusciti a sfruttare una lacuna nella legge antifumo entrata in vigore in maggio. Nei piccoli ristoranti a conduzione famigliare si può fumare. I membri della famiglia non possono però essere dipendenti, ma tutti proprietari del locale. Un’associazione di ristoratori nuovayorkesi ha già inoltrato ricorso contro questa legge. Il fatturato dei bar è calato del 40% dall’entrata in vigore della legge (ATS, 23.07.03, Neue Luzerner Zeitung, 25.07.03).

USA: azione legale per contraffazione delle Marlboro

Philip Morris, la produttrice di sigarette americana controllata da Altria, ha annunciato l’intenzione di aprire una causa legale nei confronti di 1500 rivenditori e cinque società di importazione accusati di contribuire ad alimentare la vendita di sigarette Marlboro contraffatte. La causa verrà presentata presso la Corte distrettuale di Central California e, per la prima volta vede citati da Philip Morris anche società di importazione oltre ai semplici rivenditori. Il marchio Marlboro – il più noto e venduto di Philip Morris – è al centro, da diversi mesi, di una battaglia legale intrapresa dalla produttrice statunitense a difesa dei propri marchi e contro la loro contraffazione (Corriere del Ticino, 10.6.03).

Divieto totale di fumare nei locali di Nuova York

L’ex fumatore Bloomberg ha varato la più severa legge anti-sigarette degli Stati Uniti per proteggere i circa mille nuovayorkesi che secondo le statistiche muoiono ogni anno per gli effetti del fumo passivo. La norma che vieta il fumo in circa venticinquemila tra bar, ristoranti, club privati, pub e discoteche ha già mutato profondamente il volto della città. Alcuni proprietari stanno comunque già pensando a come aggirare il bando che esonera solo «cigar bars», club privati e ristoranti dotati di un’area all’aperto (Corriere della Sera, 30.3.03).

Fumo, divieto totale nei locali di New York

In vigore la legge Bloomberg. Ma molti si ribellano: non obbligheremo i nostri clienti a spegnere sigarette e sigari. Cartelli in tutte le ligne per spiegare la nuova norma. Il club di Tom Cruise sfida il sindaco: siamo un circolo privato e non ci sentiamo obbligati a rispettarla. Un bar ha già inventato il cocktail alle nicotina, alcuni ristoranti organizanno collette per pagare le multe, che vanno da 200 a 2 mila dollari (corriere della sera 30.03.03)

Nuove sigarette a ridotto contenuto di nicotina conquistano il mercato statunitense

Con la sigaretta «Quest», i fumatori statunitensi possono ora decidere quanta nicotina assumere. La ditta produttrice Vector Tobacco sostiene nella campagna pubblicitaria appena lanciata che le «Quest 1» contengono mediamente il 17% di nicotina in meno rispetto ad altre sigarette leggere e le «Quest 2» il 58% in meno (pressetext.schweiz ag; TagesAnzeiger 28.01.03 / St. Galler Tagblatt 29.01.03).

L’UE ha diritto d’azione negli USA

La Commissione europea può citare in giudizio negli Stati Uniti le ditte statunitensi produttrici di tabacco. Questo è quanto ha deciso ieri la Corte di giustizia europea in prima istanza. La Commissione UE rimprovera le società Philip Morris, Reynolds e Japan Tobacco di essere coinvolte in un circuito di contrabbando delle sigarette verso l’Europa, causando agli stati europei perdite finanziarie in termini di mancate entrate doganali e di IVA (Neue Luzerner Zeitung, 24heres, Aargauer Zeitung, l’agefi, TXT, Tribune de Genève 16.01.03 / Der Spiegel 20.01.03).

Il Consiglio federale non crede che la causa intentata dall’UE alla Reynolds possa compromettere i bilaterali

La causa intentata dall’UE a Nuova York contro il gruppo produttore di tabacco Reynolds non ha avuto ripercussioni sulle trattative bilaterali della Svizzera. L’UE ha accusato la Reynolds di sostenere il contrabbando di tabacco, di collaborare con il crimine organizzato e di partecipare al riciclaggio di denaro. Le ditte avrebbero spostato le loro sedi in Svizzera perché qui sono al sicuro dall’azione penale. Il riciclaggio di denaro e il contrabbando sono penalmente perseguiti in Svizzera, ha dichiarato il Consiglio federale. Se si tratta di frode fiscale, la Svizzera può fornire assistenza legale. Il segreto bancario non offre alcuna protezione contro l’azione penale (ats, AFX, AWP-News, 19.2.03).

Nuova York dichiara guerra ai fumatori

Le attuali drastiche misure antifumo si inaspriranno ulteriormente, così vuole il sindaco della città Michael Bloomberg da ex fumatore pentito a severo censore dei vizi cittadini. Il provvedimento che entrerà in vigore a marzo proibisce di accendere sigarette, sigari e pipe in qualsiasi bar, ristorante, teatro e cinema. I contravventori dovranno sborsare da 200 fino a 2000 dollari. A ciò va aggiunto che da gennaio un pacchetto di 20 sigarette costa a Nuova York sette dollari e mezzo (Corriere del Ticino, 25.2.03).

Crociata contro il fumo

Il sindaco di Nuova York è riuscito a far approvare al restìo parlamento cittadino un accordo in base a cui dal marzo 2003 sarà proibito fumare in tutti i posti di lavoro, ristoranti, bar, discoteche e club privati. La crociata contro il tabagismo è portata avanti con grande passione dall’ex fumatore, che non dimentica mai di ricordare i rischi del fumo passivo. La nuova misura interesserà altri 13'000 locali (Sonntags Zeitung, 15.12.02).

007 fuma: aspre critiche

L’organizzazione britannica contro il fumo «Ash» si è scagliata contro Pierce Brosnan, perché l’attore in «Muori un altro giorno» si accende un sigaro. Nel migliore dei casi, si tratta di un’irresponsabile leggerezza, nel peggiore di un’astuta e costosa mossa dell’industria del tabacco, afferma il portavoce della «Ash» (ats, Klein Report, 18.11., Blick, Südostschweiz, BZ, 19.11.02).

Divieto di fumare nei film

A Hollywood, si è da poco svolta l’azione «Smoke Free Movies», indetta dalla OMS e da altre organizzazioni sanitarie con l’obiettivo di bandire da tutti i film qualsiasi tipo di fumo. Questo sarà anche l’argomento centrale della prossima «Giornata mondiale senza tabacco». Accanto a un divieto in quattro punti, l’OMS chiede all’industria dell’intrattenimento di smettere di presentare il fumo delle sigarette come un elemento di fascino e, dunque, come un comportamento da imitare (Persönlich.com News, 18.11.02).

Medici a favore del divieto di pubblicizzare il tabacco – gli USA contrari

Diverse associazioni internazionali che rappresentano oltre dieci milioni di medici si sono rivolte ai governi per chiedere il loro appoggio nella creazione di misure contro il fumo, consegnando lunedì un manifesto alla sede di Ginevra dell’Organizzazione mondiale della sanità (Werbewoche 21.10.02).

Nuova York: crollo delle vendite di sigarette

Le vendite di sigarette a Nuova York hanno subìto in luglio un crollo di quasi il cinquanta per cento. Il motivo è il massiccio aumento dell’imposta sul tabacco, che rende la metropoli il luogo più caro di tutti gli Stati Uniti per i fumatori. Resta da chiarire se si fumi effettivamente meno. Quello che si sa è che ultimamente molti fumatori fanno scorta di sigarette via internet oppure nelle riserve indiane, dove non è applicata alcuna imposta sul tabacco (TXT, ats, Le Temps 07.08.02, Tagesanzeiger 08.08.02).

Crociata contro i fumatori a Nuova York

New York diventa ancora più severa nella sua campagna contro il fumo: il divieto assoluto di fumare è ora esteso a tutti i ristoranti e bar della città, ha annunciato il sindaco Michael Bloomberg. I fumatori hanno il diritto di uccidersi, ha continuato Bloomberg, ma non per questo possono mettere in pericolo con il loro fumo velenoso la vita altrui (ats, TXT, Le Temps 10.08.02).

Le pressioni dell’industria del tabacco statunitense

Secondo il rapporto pubblicato da una rivista medica, negli anni Ottanta e Novanta l’industria del tabacco statunitense ha esercitato pressioni sulle società farmaceutiche affinché riducessero le campagne pubblicitarie a favore dei prodotti per liberarsi della dipendenza dal fumo, come i cerotti o le gomme da masticare a base di nicotina. Il testo riporta anche che nel 1984 la Morris aveva temporaneamente sospeso gli acquisti alla Dow Chemical di una sostanza necessaria alla lavorazione delle piante di tabacco (Berner Zeitung / Die Südostschweiz / Le Temps /pte /ats 14.08.02, Teletext TSR /3sat, 24heures 15.08.02, Basler Zeitung, Tages Anzeiger 16.08.02).

Ecco come le industrie del tabacco seducono i fumatori

Negli USA è stato investito un miliardo di dollari per la pubblicizzazione di sigarette sotto forma di annunci pubblicati su riviste, i cui lettori sono rappresentati da giovani che per poco non rientrano all'interno della fascia di età per la quale vige il divieto di reclamizzazione di tali prodotti. I film hollywoodiani contengono sempre più spesso scene in cui i protagonisti fumano, dando così origine a una sorta di pubblicità occulta per le sigarette, mentre si offrono sigarette gratis alle troupe impegnate nella lavorazione dei film. La Philip Morris ha consapevolmente venduto per 4 anni sigarette con filtri difettosi, all'interno dei quali si accumulavano fibre di acetato di cellulosa, nonché particelle di carbonio, che erano inalate insieme al fumo di sigaretta. Senza contare i ricercatori e i pubblicitari che hanno fatto finanziare le proprie ricerche proprio dalle industrie del tabacco. (SonntagsZeitung, 17.03.02, NZZ 17.03.02)

Grasso è caro

Dai risultati di una ricerca condotta da un centro californiano è emerso che negli Stati Uniti i problemi di salute causati dall'obesità sono più dispendiosi delle malattie provocate dal fumo o dall'abuso di alcolici. Gli americani in sovrappeso sostengono spese mediche superiori del 77 percento rispetto a quelle dei loro coetanei con peso normale. (Tages Anzeiger, 14.03.02)
Tabacco geneticamente modificato
Anche questa primavera, negli Stati Uniti saranno presenti sui banconi le sigarette biotecnologiche, il cui brevetto non è ancora stato registrato. Una ricerca condotta dal ministero dell'agricoltura statunitense su questo prodotto ha confermato il minore contenuto di nicotina e la conseguente riduzione del rischio per l'ambiente. Gli oppositori dell'industria del tabacco restano comunque scettici anche nei confronti di questo nuovo tipo di tabacco, poiché continua sempre a contenere sostanze tossiche in quantità elevate. (presstext-schweiz ag, 18.02.02).

Olimpia senza fumo

Olimpia diventerà, per i fumatori, un luogo di redenzione dal vizio del fumo. Infatti, in occasione delle Olimpiadi invernali di Salt Lake City sarà in vigore il divieto quasi assoluto di fumare ed è probabile che il comitato organizzativo allestisca apposite e limitate aree fumatori all'aperto. Il divieto assoluto e tassativo di fumare dovrà essere rispettato nelle aree olimpiche sedi delle gare e in quelle a esse confinanti aperte al pubblico. All'interno del villaggio olimpico, le zone senza fumo annovereranno ristoranti, alloggi e aree pubbliche. (swisscontent, 02.02.02)

Fare affari con la morte

Attualmente, il numero di fumatori si aggira intorno al miliardo e più di 3,5 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie provocate dal tabagismo. Ciononostante, le industrie del tabacco statunitensi vendono, soprattutto all'estero, i propri prodotti attraverso una strategia di marketing aggressiva. Tutti, bambini compresi, in tutto il mondo soccombono alla raffinatezza di queste metodologie di pubblicizzazione, grazie alle quali le multinazionali espandono i territori di vendita nell'Europa dell'Est e nei Paesi in via di sviluppo. Nel corso della vita, i polmoni del fumatore si riempiono di macchie scure, provocate dall'introduzione di sostanze catramose, che, nel caso di un consumo di venti sigarette al giorno, in un anno raggiungono il quantitativo equivalente a una tazza. (Schweizer Hausapotheke, 29.01.02, pharmacie chez soi, 01.02.02)

L'industria del tabacco trova nuovi metodi di pubblicizzazione

La casa produttrice delle Camel, la R. J. Reynolds, sta cercando nuovi metodi per raggiungere i propri consumatori/consumatrici. Ultimamente, per esempio, ha lanciato campagne promozionali nell'ambito delle quali, sotto il marchio Camel, si offrono prodotti su Internet, quali PC. (Le Temps, 03.01.02)


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