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Italia 

I
Italia: Protezione dal fumo passivo nei parchi pubblici

Le città italiane Napoli e Verona nel mese di novembre hanno introdotto un divieto di fumo nei parchi pubblici, in occasione di dimostrazioni e di manifestazioni culturali, se sono presenti dei bambini sotto i 12 anni, delle donne incinte o allattanti. In caso di infrazione si rischiano ammende pecuniarie da 27 a 500 Euro. (sda/ats, 20 Minuten, Aargauer Zeitung, Le Matin, Neue Luzerner Zeitung, Thurgauer Zeitung: 19.11.07;  Le Matin Bleu, punkt.ch, Radio Energy,  Radio Sunshine, Tribune de Genève, zisch, edizione online: 20.11.07; Le Matin, NZZ, search.,ch, edizione online, Tages-Anzeiger: 21.11.07;  expresso: 27.11.07). 

Italia: Meno infarti cardiaci grazie al divieto di fumo

Il divieto di fumo nei ristoranti, negli uffici e nei locali pubblici in Italia ha portato ad una netta diminuzione del numero degli infarti cardiaci. È quanto hanno rilevato i primi sondaggi medici in materia. I ricercatori intorno a Francesco Barone-Adesi nella rivista specializzata inglese „European Heart Journal“ dichiarano che da febbraio a giugno del 2005 soltanto nella regione di Piemonte il numero delle persone fino ai sessanta anni di età ricoverate all’ospedale a causa di un infarto cardiaco acuto è diminuito dell’undici per cento. Questa limitazione d’età è stata scelta dato che nelle persone più anziane aumenta l’influsso di altri fattori di rischio. Gli effetti a lungo termine per le malattie delle vie respiratorie e del sistema cardiovascolare come anche per il cancro verranno analizzate nei prossimi anni. (sda/ats: 02.10.06; Basler Zeitung, Die Südostschweiz, google.ch, Online-Ausgabe NZZ, Radio Capital FM, Tages Anzeiger: 03.10.06; Le Matin Bleu: 06.10.06; toppharm.ch, Online-Ausgabe: 09.10.06).

500'000 fumatori in meno in Italia

Ad un anno dall’introduzione delle limitazioni del fumo negli esercizi pubblici in Italia, secondo una ricerca del Ministero della salute, 500'000 persone hanno smesso di fumare. (la borsa della spesa: 02.02.06).

Italia: bilancio positivo dopo un’anno di locali pubblici senza fumo

A un anno dall’introduzione di un rigoroso divieto di fumo nei locali chiusi accessibili al pubblico, oltre 500'000 italiani hanno smesso di fumare. Il Ministero della salute a Roma comunica che allo stesso tempo le vendite delle sigarette sarebbero diminuite quasi del sei percento. Inoltre, anche il numero degli infarti cardiaci sarebbe calato notevolmente. I quotidiani italiani danno notizia che il rigoroso divieto di fumo nei ristoranti, nelle pizzerie e in altri locali, dopo qualche dubbio iniziale, viene rispettato dalla maggior parte dei fumatori. (sda/ats, google.ch, edizione online, St. Galler Tagblatt, Teletext Tele Züri: 11.01.06; 20 Minuten, Basler Zeitung, Corriere del Ticino, Der Bund, Le Matin Bleu, Le Temps: 12.01.06; La Pagina: 18.01.06).

Il salottino per fumatori romano

Dal mese di gennaio i cartelloni con scritto “vietato fumare“ sono affissati ai muri di tutti i bar, ristoranti, uffici e locali pubblici italiani. Però, proprio nell’edificio dove sono stati emanati i divieti di fumo, si è ricominciato a fumare con disinvoltura: a Palazzo Chigi, sede del Presidente del Consiglio e del Consiglio dei Ministri. A partire dal 10 gennaio a Palazzo Chigi non si erano più viste sigarette. Dopo il rimpasto del governo di fine aprile, però, ai ministri è venuta a mancare improvvisamente la disciplina: il severo „padre“ dei divieti di fumo, il Ministro della sanità Girolamo Sirchia, ha dovuto lasciare il suo posto a Francesco Storace, fumatore accanito che da sempre ha condannato i divieti di fumo come discutibile messa sotto tutela dei cittadini (St. Galler Tagblatt: 01.06.05; Die Weltwoche:16.06.05).

Italia: 400'000 Euro per vittima del fumo passivo

Un tribunale romano ha assegnato ad una donna affetta da cancro ai polmoni un risarcimento di 400'000 Euro per fumo passivo. Secondo quanto ha stabilito il tribunale, la donna non sarebbe stata protetta sufficientemente sul posto di lavoro(sda/ats: 11.05.05; Blick, Berner Zeitung, Der Bund, Neue Luzerner Zeitung, Die Südostschweiz: 12.05.05 Tabak: 14.05.05; il caffè: 15.05.05).

Ministro della sanità italiano vuole più posti per i fumatori

Francesco Storace, il nuovo ministro della sanità italiano, si è dichiarato contrario ad una "religione della salute" esagerata. Il ministro intende riaumentare il numero dei posti pubblici per fumaori, dopo che in Italia da tre mesi e mezzo è vietato fumare in tutti i locali pubblici accessibili al pubblico (Berner Zeitung, St. Galler Tagblatt, 20 Minuten: 27.04.05).

Prima sentenza europea contro l’industria del tabacco in Italia

In Italia, i familiari di un fumatore si sono visti riconoscere, per la prima volta in Europa, un risarcimento danni perché l’industria delle sigarette si è resa responsabile di aver occultato le proprie informazioni sui rischi per la salute. L’industria del tabacco dovrà pagare solo 310.000 franchi, ma teme un’ondata di processi da parte dei soggetti che si trovano in situazioni analoghe. Le organizzazioni di consumatori stanno preparando centinaia di ricorsi, tra cui uno, miliardario, per danni alla collettività. Non è ancora chiaro chi debba pagare il risarcimento danni: fino al 1998 l’industria del tabacco era soggetta al Monopolio dello Stato, e quindi al Ministero delle Finanze, che adesso dovrebbe eventualmente provvedere al pagamento. Per questo motivo, la stampa di lingua francese ha riportato nei propri titoli che lo Stato deve pagare 200 euro alla famiglia di un fumatore (24heures.ch, Le Matin online, L’Express online: 09.03.05; 20minuten, AWP-News, Corriere del Ticino, edicom.ch, LaLiberté.ch, NZZ, tsr.ch, TXT: 10.03.05; Aargauer Zeitung, BaZ, Der Bund, Die Südostschweiz, Solothurnern Tagblatt, St. Galler Tagblatt: 11.03.05).

Italia: Entra in vigore il divieto di fumo nei luoghi accessibili al pubblico

In Italia è entrato in vigore senza difficoltà il divieto di fumo per tutti i locali accessibili al pubblico, fra cui i ristoranti, le discoteche, gli uffici – e sono già state fatte le prime multe. Un sondaggio del quotidiano «Repubblica» ha rivelato che il 90% della popolazione è favorevole al nuovo divieto, e che soltanto l'8% lo disapprova. Ciononostante, alcuni politici di punta - come ad esempio il Ministro della difesa - non intendono rispettare il divieto e continuano a fumare in pubblico. Anche le tabaccherie e gli amici del fumo vogliono scioperare oppure lanciare il referendum contro la legge (sda/ats, Berner Zeitung, Bieler Tagblatt: 08.01.05; sda/ats, Corriere del Ticino, Giornale del Popolo, La Regione Ticino, Le Temps, NLZ: 10.01.05; sda/ats, 20minuten, 24 heures, AZ, BaZ, Bieler Tagblatt, BZ, Blick, Corriere del Ticino, Der Bund, Die Südostschweiz, La Liberté, La Regione Ticino, Le Matin, Liechtensteiner Vaterland, NLZ, NZZ, Solothurner Zeitung, Tribune de Genève, TXT: 11.01.05; 20minuten; AZ, BaZ: 12.01.05; GastroJournal; hotel+tourismus revue: 13.01.; sda/ats: 14.01.05; NZZ am Sonntag: 16.01.05; BaZ, expresso, La Quotidiana: 18.01.05; Engadiner Post: 20.01.05).Secondo quanto comunica la Federazione dei commercianti, dall'introduzione del divieto di fumo le vendite delle sigarette sarebbero diminuite del 23 %, il che causerebbe considerevoli cali delle cifre d'affari (sda/ats: 21.1.05; AZ, BaZ, BZ, Corriere del Ticino, Der Bund: 22.01.05; St. Galler Tagblatt: 24.01.05).

Divieto di fumo in Italia provoca controversia

Poco prima dell’entrata in vigore del 10. gennaio il divieto di fumo in Italia ha provocato una controversia. A partire da questa data è proibito fumare nei ristoranti, nei bar e sul posto di lavoro. I ristoratori sono obbligati a chiamare la Polizia in caso di infrazione. Se non lo fanno, rischiano multe fino a 2200 Euro oppure addirittura il doppio se si trovano nel locale dei bambini o delle donne incinte. A condizioni molto restrittive, è possibile predisporre dei locali per fumatori, il che, però, rende necessari investimenti molto elevati. Nononstante che il provvedimento fosse stato deciso già da un anno, i ristoratori soltatno oggi protestano contro di esso: affermano che la legge va troppo lontano e che i ristoratori devono agire contro i loro clienti. I ristoratori chiedono un periodo di transizione di altri 6 mesi (sda: 20.12.04; Blick, BZ, Der Bund, Le Temps: 21.12.04; Tribune de Genève: 22.12.04; Aargauer Zeitung, BZ, Gastro-Journal, St. Galler Tagblatt: 23.12.04).

Il sito Italiano sul fumo di tabacco: www.fumo.it

Tramontata l’epoca delle sigarette svizzere

Comperare le sigarette in Svizzera non è più conveniente per gli italiani, i prezzi oltre frontiera già oggi sono uguali o spesso inferiori a quelli ticinesi. La situazione è destinata a peggiorare se la proposta di aumentare nuovamente i prezzi, di circa 2 franchi al pacchetto, dovesse essere approvata (Corriere del Ticino: 16.8.04).

Calo record di fumatori in Italia

I fumatori sono calati – nell’ultimo anno sono riusciti a smettere di fumare in 700'000 - ma la diminuzione più sensibile è stata avvertita solo tra gli uomini (- 3%), mentre le donne sono diventate le più spericolate e ostinate nel coltivare un vizio tanto impegnativo per la salute (+ 6%). Calano le vendite delle multinazionali e il numero di fedeli della nicotina non è mai stato così basso da cinquant’anni a questa parte. I morti però sono 80'000 l’anno (Corriere della Sera 1.6.04).

Bugiardino nei pacchetti di sigarette

A metà marzo circa, hanno fatto la loro apparizione in Italia i nuovi pacchetti con bugiardini elencanti i danni da fumo. Stesso tipo di carta, stessi caratteri dei foglietti illustrativi dei medicinali. L’iniziativa presa dalla Philip Morris è stata criticata dall’Osservatorio alcol, droga e fumo dell’Istituto Superiore di Sanità che pensa sarebbe meglio se queste aziende investissero nella ricerca e proponessero sigarette meno tossiche, visto che sono note le sostanze più deleterie per la salute (Corriere della Sera 17.3.04).

Invito del Ministro della salute italiano ai genitori perché cessino di fumare

Il Ministro della salute italiano Girolamo Sirchia intende far opera di prevenzione contro il fumo per il tramite dei pediatri e dei medici di famiglia. I bambini sarebbero le vere vittime delle multinazionali del tabacco. Secondo un’indagine compiuta tra gli alunni italiani delle medie per conto dell’OMS, a 11 anni fumano 4 su 100, due anni più tardi la percentuale sale al 14% e a 15 si entra nella sfera del vizio che può tramutarsi in dipendenza. Alla luce di questi dati, il sottosegretario all’Istruzione Valentina Aprea ha annunciato che nei programmi scolastici futuri verranno inserite lezioni sui danni del tabacco (ats: 2.3.4, Corriere della Sera: 6.3.04).

Fumo fuori legge sugli Eurostar italiani

Dal 1° marzo, è vietato fumare sulle carrozze dei 130 treni Eurostar e dei 18 Intercity in circolazione in Italia. Scompare la distinzione tra carrozze fumatori e carrozze non fumatori. I trasgressori dovranno pagare una multa di 7 euro (Corriere della Sera: 1.3.04).

Fumo, divieto totale su Eurostar e Intercity italiani

Si riducono ancora gli spazi del libero fumo. Dal primo marzo spariranno completamente dalle carrozze degli Eurostar e degli Intercity. La campagna di Trenitalia prevede la completa eliminazione di sigari e sigarette da tutti i convogli della velocità man mano che verranno rinnovati entro il 2006. Nessuna differenza di trattamento tra prima e seconda classe. Le carrozze «ex fumatori» verranno bonificate per eliminare tracce residue di fumo, ad esempio su posacenere, tappezzeria e moquette. I divieti erano già stati introdotti lo scorso anno nelle linee regionali, interregionali, nei diretti e in tutte le vetture letto e cuccette con percorso notturno. Non riguardano invece gli «espressi», gli unici che sopravvivono per il momento all’ondata salutista. Ma arriverà presto la loro ora. I trasgressori verranno puniti con una multa da 7 euro (Corriere della Sera: 4.2.04).

Attuazione insufficiente delle direttive europee

L’Austria, l’Italia e il Lussemburgo non hanno rispettato il termine per l’applicazione delle direttive europee, che tra l’altro prevedono l’eliminazione delle diciture “mild“ e ”light“ dai pacchetti delle sigarette e la copertura di almeno il 30% del lato anteriore e di almeno il 40% del retro del pacchetto con avvertenze sulla pericolosità del fumo. Se questi paesi non rispetteranno le direttive, rischiano di finire di fronte alla corte europea (ATS, 15.07.03).

La BAT compra un gruppo italiano

Un consorzio guidato dalla Britisch American Tabacco (BAT) ha rilevato per 3,5 miliardi di franchi il monopolio di Stato Ente Tabacchi Italiani (ETI). Roma non si era aspettata tanto, le sue stime si aggiravano infatti attorno ai 2,3 miliardi di franchi al massimo. Questo introito equivale a una boccata d’ossigeno per il governo, che sta lavorando al risanamento del bilancio statale. L’ETI, con una produzione di 26 miliardi di sigarette l’anno, detiene più di un quarto del mercato interno. Con questa mossa, la BAT mira a rafforzare soprattutto l’esportazione di tabacchi italiani (AWP News, 17.07.03, Tribune de Genève, 17.07.03, ATS, 17.07.03, Tages Anzeiger, 18.07.03).

Multe raddoppiate

La vita dei fumatori diventa sempre più complicata. In attesa della legge che vieta sigarette, sigari e pipe in tutti i luoghi pubblici, il governo raddoppia le multe per chi non rispetta i divieti già in vigore. E così dove ci sono i cartelli che finora prevedevano sanzioni dai 25 ai 250 euro, adesso si passa dai 50 ai 500 euro, con un altro raddoppio per chi fuma in presenza di donne incinte o bambini sotto i dodici anni. Rischi ancor più gravi per chi deve far rispettare i divieti: non più dai 200 ai 2000 euro di ammenda, ma dai 300 ai 3000 (Corriere della Sera 01.03.03).

Sigarette più care

Alcune marche di sigarette a cominciare dalle Marlboro e dalle Merit costeranno 20 eurocentesimi in più al pacchetto. Con questi aumenti, i prezzi delle sigarette sono stati riallineati con quelli svizzeri. Il ricavato dall’aumento sarà destinato alla ricerca contro il cancro (La Regione Ticino 17.03.03).

Legge contro il fumo in Italia

Il ministro della Salute italiano Sirchia si è espresso a favore di una legge contro il fumo, che dovrebbe venire introdotta in Italia entro la fine dell’anno. In concreto, si tratta di vietare il fumo in tutti i luoghi pubblici e i locali chiusi aperti al pubblico. La legge è stata approvata dal Senato, ma non dal Parlamento. Sirchia è sicuro che la Camera dei deputati subisca la pressione di una lobby del tabacco finanziariamente forte, ma resta fiducioso. L’Italia deve adeguarsi alla legislazione europea (Médecine & Hygiène, 20.11.02).

Italia: campagna contro il fumo

L’Italia rende difficile la vita a chi fuma. Il Senato ha approvato ieri una proposta di legge che limita fortemente il fumo nei bar e nei ristoranti. La legge deve ancora essere approvata dalla camera dei deputati (Bieler Tagblatt, BaZ, ATS,18.10.02).

«Ne abbiamo i polmoni pieni»

Questo è lo slogan con il quale è stata lanciata, in Italia, una campagna antitabacco promossa dal governo, la quale introduce il divieto difumare in edifici pubblici, ospedali, scolastici, mezzi di trasporto, centri sportivi, negozi, caserme e ristoranti contrassegnati. Le multe ai fumatori "passibili di sanzione" vanno dai 25 ai 250 euro. Nel corso di un fine settimana, a Roma, ne sono state inflitte 370 (sda, 17.01.02)

Il contrabbando

In Puglia, la Guardia di Finanza ha arrestato circa 40 contrabbandieri di sigarette. Ad alcuni degli arrestati potevano essere attribuiti contatti con Gerardo Cuomo, la cui fama è nota anche in Svizzera. Gli utili ricavati dai traffici illegali si presume siano confluiti su conti correnti svizzeri. (sda, 27.02.02, 3sat Text, Teletext Schweiz 2, 28.02.02)

Il boss dei boss in Svizzera

La procura della repubblica di Bari ha chiuso l'inchiesta sulla cupola delle sigarette, al cui vertice si presume vi sia Franco Della Torre, residente a Mendrisio e accusato di contrabbando di sigarette, riciclaggio di denaro sporco e di collusione mafiosa. Della Torre avrebbe portato le sigarette da Rotterdam fino al Sud Italia e da lì sul mercato nero europeo. (Blick, Neue Luzerner Zeitung, 06.03.02)


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